Processo e matrimonio di Giovanna d’Arco

L’ispirazione iniziale della rappresentazione va ricercata nella canzone Joan of Arc del cantautore canadese Leonard Cohen. Egli descrive Joan nel momento finale della sua vicenda terrena, quando per lei giunge il momento di incontrare il fuoco. Le parole scambiate sono il dialogo tra due innamorati che si uniscono nel matrimonio desiderato. La tradizione cattolica considera questo l’essenza della santità (i teologi lo chiamano "matrimonio mistico"). L’abito bianco che riveste Giovanna mentre sale sulla pira è il vestito della sposa che finalmente incontra l’amato.

Da qui, a ritroso, si è mossa la nostra riflessione. La prima fase del lavoro è stata la raccolta della copiosa produzione artistica attorno alla santa francese: testi teatrali, saggi, poesie, canzoni, films. L’attenzione si è immediatamente concentrata sugli atti del processo. Le pagine verbalizzate dagli anonimi segretari dei tribunali si sono rivelate ai nostri occhi come un testo che, pur rimanendo rigorosamente fedele alla realtà storica, si caratterizza per l’elevato registro evocativo. Perciò la scelta di utilizzarli come trama portante del nostro lavoro.
Su di essi abbiamo inserito alcuni brani significativi, sia per il registro linguistico sia per il contenuto, da Il mistero della carità di Giovanna d'Arco di Charles Péguy e da La luce del distacco del poeta Maurizio Cucchi.
Ne è risultato un testo organico che mantiene distinti ma comunicanti il livello del racconto della vicenda della Santa d’Orleans e la riflessione che riguarda ciascuno degli interpreti e, di conseguenza, degli spettatori.

La realizzazione dell'allestimento è l'esito di un lungo percorso laboratoriale: le azioni sceniche sono nate dal lavoro sperimentato in numerosi incontri.
Il laboratorio è il luogo dell'espressione di sé: attraverso l'uso di diverse metodologie teatrali (metodo Strasberg, metodo mimico di Orazio Costa, elementi di danza contemporanea...) si attua il recupero progressivo delle capacità creative, l’esercizio di un’espressività corporea e vocale originale e libera, incondizionata. Si sperimenta che il recitare è inestricabilmente legato ad ogni altra persona, all’interno della complessità di questa forma d’arte, e da questo legame evolvono scene e drammi. L'attenzione non è quindi posta solo sugli aspetti tecnici della recitazione, ma si cerca di costruire un bagaglio attoriale la cui caratteristica principale sia non arrivare ad uno stile teatrale specifico, ma esplorare le contraddizioni e le peculiarità di ciascun artista.
Le fasi di lavoro si sono articolate in laboratori di teatro ed espressione corporea e improvvisazione sul personaggio e sulle scene.
Parallelamente alcuni artisti coinvolti nel progetto hanno realizzato la stesura della colonna sonora originale e la progettazione di costumi e scenografie, con particolare attenzione all'uso espressivo e non didascalico di tessuti e materiali.

Drammaturgia e regia    Valeria Lotta e Roberto Guarneri
Musiche originali           Edmondo M. Savio
Coreografie                 Margherita Maniscalco
Costumi                     Francesca Bighé
Fotografie                  Tiziano Turelli

Interpreti
Giovanna d’Arco Maddalena Piva
Giulia Foresti
Grazia Lorenzini
Claudia Piessi
Mara Vigani
Letizia Sandrinelli

Cauchon Marco Pezzotti

Angelo Francesco Belussi

Coro Silvia Comotti
Margherita Maniscalco
Alice Salogni
Anna Lisa Secchi
Luca Sighel
Elena Terzi
Cristina Turconi
Mariacristina Vacatello

Musicisti
Chitarra Gabriele Zanetti
Violoncello Vanessa Sinigaglia
Clarinetto Nicola Ferraresi


Martedì 27 settembre 2011 Ore 21
Cortile dell’Istituto Madonna della Neve
Adro (BS)