Non è un cappello, ma un elefante è uno spettacolo di parole e canzoni e immagini ispirato a Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupery. Ha coinvolto ed emozionato già decine di bambini e di adulti. Leggi la scheda e, se ti interessa per l\'attività della tua scuola, del tuo oratorio, del tuo teatro, contattami.

Ci sono libri che attraversano il tempo, attraversano le generazioni. A volte parlano contemporaneamente a generazioni diverse, ai figli e ai padri. Sono libri che avvicinano al mistero. Il primo a esserne stupito, probabilmente, è il loro stesso autore.Ho sempre pensato questo de Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupery.
L’ho letto non so quante volte, ci ho lavorato su, a scuola, a teatro. Però mi ci si cono sempre accostato con un certo timore, con discrezione, col rispetto dovuto a parole che consideravo intoccabili, immodificabili. Ho visto diverse rappresentazioni di quel testo e nessuna mi ha mai comunicato la stessa magia e la stessa verità. Non volevo correre lo stesso rischio. Per questo, nonostante le mille idee che frullavano in testa, ho sempre scacciato il proposito di ricavarne una canzone.
Poi un giorno, guardando fuori dalla finestra, mi è capitato di osservare le foglie degli alberi del giardino, che la primavera stava facendo germogliare. Avevano forme e colori diversi. Ho pensato: “Solo uno stupido può pensare che le foglie siano tutte uguali. Perché uno stupido non sa guardare!” Non so perché (è forse questa l’ispirazione?) il pensiero è andato immediatamente a quel disegno, ma sì, dai…, quello del boa che ingoia un elefante. Quello che molti (stupidi?) prendevano per un cappello.
Così sulla pagina della mia agenda ha preso forma il testo di una canzone. E poi un’altra… e un’altra… senza più quel timore e quel rispetto. O, meglio, con la confidenza che tanti anni di conoscenza avevano fatto crescere tra me e quella piccola persona così speciale.
Ora c’è questo album, dieci pezzi che non mettono in musica il testo di Saint-Exupery (quello, la musica, ce l’ha già dentro); piuttosto raccontano quello che io ho imparato.
Voglio pensare che, ascoltandole e cantandole, anche qualcun altro possa imparare qualcosa.
A guardare le foglie, per esempio.

NON È UN CAPPELLO, MA UN ELEFANTE
10 canzoni ispirate a Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupery

  1. Chi dice (e non sa guardare)
  2. Il geografo (il medico e lo psicologo)
  3. Il lampionaio (una stella in più)
  4. Il re (e un sacco di altra gente)
  5. Il vanitoso (e il suo cappello)
  6. L’oro dei tuoi capelli
  7. L’uomo d’affari (un uomo serio)
  8. La rosa Le rose
  9. Quello che ho imparato

Quando le stelle ridono (*)
(*) dedicata ad Antonio (Ton) che, là tra le  stelle, ride felice

I testi e le musiche sono di Roberto Guarneri

Roberto Guarneri:    voce, chitarra
Paolo Milzani:        chitarra, basso, voce
Enzo Albini:        violino
Giancarlo Zucchi:    pianoforte e tastiere
Fabio Calabrese:    batteria e percussioni
Lucrezia Travella e Valeria Piantoni hanno cantato in L’oro dei tuoi capelli.
Luca Maffoni è la voce in Quando le stelle ridono.

Gli arrangiamenti sono di Paolo Milzani, che ha anche registrato e mixato i pezzi presso gli  studi HisHome di Mocasina (BS).
I disegni sono di Cristina Pietta.
La grafica è di Tes.

Grazie per la collaborazione nella scelta e rielaborazione dei testi a Valeria Lotta.
Grazie per l’amicizia (innanzitutto) e per il contributo di giudizi, incoraggiamenti ed entusiasmo a Giorgio Facchi, Richi Barone, Andrea Rossi e Mariaelena Paris.

Associazione di promozione sociale ParlatoSemplice